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A Gerry

Dunque che mi resta tra le mani ora?

Un grumo di foglie spiegazzate
vergate di drappi viola sopra le palpebre
scorsero i tuoi occhi, i miei occhi incollati.

Precipita il calore che in te abbonda
nei silenzi innervati tra pace e sonno.

Scuoiato d’autunno definito, intrappolato
l’ultimo grido ritaglia di lacrime il buio
un vacillare mesto, senza fiato.

[la mia vita a scolorare, la mia vita ritornare]

Manuela

 

Gil, la poesia per Gerry… devi dire a Chiara, che l’ho scritta come se fosse lei a scrivergli…
io era come se fossi lei col bambino in arrivo…
.ultima modifica: 2008-09-30T21:16:00+02:00da onda_nuova
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